I rapporti NATO – UE

Difesa collettiva, gestione delle crisi e sicurezza cooperativa: ecco i cardini che reggono le iniziative della NATO secondo la dichiarazione finale del vertice NATO del Galles del 2014. Nel vertice del Consiglio Atlantico tenutosi a Bruxelles nel luglio 2018, segnato dalle divergenze tra Washington e i suoi alleati europei, la cooperazione UE-NATO rimane una priorità.

La NATO, braccio armato dell’UE?

Le relazioni tra UE e NATO sono destinate ad incrementarsi sempre di più nel corso dei prossimi anni stante l’attuale assetto istituzionale e politico dell’Europa che al momento non prevede la sua trasformazione in un unico Stato federale dotato di forze armate proprie. Questo è riconducibile al fatto che l’Unione Europea, non avendo una guida univoca che preveda un processo decisionale rapido nei vari momenti di crisi internazionali, risulta oggettivamente debole perché incapace di assumere una posizione netta nello scacchiere politico mondiale col risultato di fare la figura del vaso di coccio tra i due vasi di ferro rappresentati dagli USA e dalla Federazione Russa. Ecco perché i vertici delle due istituzioni in questione hanno deciso di integrare in futuro le loro azioni in maniera organica e convergente, fornendo la NATO un sostegno militare rapido all’Europa nell’ipotesi di un attacco improvviso compiuto da forze ostili. Parimenti, l’Unione Europea fornirebbe alla NATO un ombrello politico che giustifichi le azioni intraprese per difendere i reciproci interessi comuni.

Una necessaria interoperabilità

La sicurezza dell’UE e quella della NATO sono pertanto interconnesse: non soltanto 22 Stati membri dell’UE sono anche alleati della NATO, ma insieme possono mobilitare un’ampia gamma di strumenti e usare nel modo più efficiente le risorse disponibili per far fronte a queste sfide e rafforzare la sicurezza dei loro cittadini. La collaborazione tra l’UE e la NATO costituisce uno dei pilastri delle attività dell’UE per migliorare la sicurezza e la difesa europee nell’ambito dell’attuazione della strategia globale dell’UE. Ciò contribuisce inoltre alla ripartizione transatlantica degli oneri. Un’ Unione europea più forte e una NATO più forte si rafforzano a vicenda.

L’8 luglio 2016 il presidente del Consiglio europeo e il presidente della Commissione europea, insieme al Segretario generale dell’Organizzazione del trattato dell’Atlantico del Nord, hanno firmato a Varsavia una dichiarazione comune per dare nuovo impulso e sostanza al partenariato strategico UE-NATO.

La dichiarazione delinea sette ambiti concreti in cui la collaborazione tra le due organizzazioni andrebbe migliorata: 1. contrasto alle minacce ibride; 2. collaborazione operativa anche in mare e sulle migrazioni; 3. sicurezza informatica e difesa; 4. capacità di difesa; 5. industria della difesa e ricerca nel settore; 6. esercitazioni; 7. sostegno agli sforzi di sviluppo delle capacità dei partner orientali e meridionali.

UE e NATO, un fronte comune contro la Russia

Una delle manifestazioni più eclatanti dello stretto legame tra NATO e UE può essere individuato nella recente esercitazione Trident Juncture svoltasi dal 25 ottobre al 7 novembre al nord della Norvegia, alla quale hanno partecipato ben 22 paesi europei sui 29 aderenti all’Unione Europea oltre alla Svezia e alla Finlandia. È questa una delle più grandi manovre militari della storia della NATO dai tempi della Guerra Fredda e hanno luogo nel Nord Europa, in un quadro geopolitico molto sensibile in quanto i rapporti tra l’Alleanza atlantica e la Russia sono l’oggetto di  tensioni crescenti.

Questa esercitazione che si svolge mentre le accuse contro la Russia si moltiplicano può presentare anche un’opportunità per l’Europa che da consumatore di sicurezza è diventata anche produttore di sicurezza. In particolare, l’UE si fa promotrice di un insieme di norme volte ad unificare e rendere omogenee alcune disposizioni, come ad esempio le leggi sul traffico. Dall’altro canto, l’impegno preso dagli stati alleati nello spendere il 2% del proprio PIL è difficilmente adempibile e diventa fonte di accesi contrasti all’interno dell’Alleanza in cui sarebbe auspicabile che venissero previste delle clausole di compensazione per paesi che non possono soddisfare questo criterio economico.

L’UE può utilizzare strutture di comando della NATO, se necessario. Tuttavia, per i paesi europei, è l’autonomia strategica l’obiettivo da perseguire e raggiungere. Questa dimensione è tanto più critica che per i paesi europei, in particolare per la zona baltica e balcanica, la Russia è un vicino problematico, il cui avventurismo militare deve essere tenuto sotto controllo attraverso una cooperazione dell’UE e della comunità internazionale nel suo insieme.

Virginia Achenza

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