Che la candidatura di Roma per ospitare le Olimpiadi del 2024 avrebbe trovato difficoltà con l’arrivo di Virginia Raggi alla testa del comune della Città Eterna, pareva piuttosto scontato. I 5 Stelle si ritrovano spesso al centro di polemiche di questo tipo e quello delle Olimpiadi nella capitale si considerava un “tema caldo” già in campagna elettorale.

In un primo momento della sua campagna, Virginia Raggi non aveva escluso la possibilità di accogliere la manifestazione nella capitale, dichiarando che se ne sarebbe discusso in sede di consiglio comunale, in modo da poter adottare la miglior decisione soprattutto in rapporto al discorso di disponibilità delle casse di una città già in piena difficoltà tra crisi politiche e crisi ambientali (ebbene sì, il problema della spazzatura sembra non trovare soluzione…). Non appena eletta, la prima cittadina sembrava aver cambiato idea.

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E il “No” non si è fatto attendere: lo scorso 29 settembre la scelta della giunta romana di abbandonare il progetto olimpico ha lasciato con l’amaro in bocca una buona parte del movimento sportivo italiano.

Le Olimpiadi estive non si celebrano nel Bel Paese dal lontano 1960, anno in cui si disputarono proprio a Roma, ricordate soprattutto per il successo del marciatore a piedi nudi Abebe Bikila, che corse e vinse la maratona senza scarpe.

Nel 2006 si sono tenute le Olimpiadi invernali di Torino, che malgrado si siano rivelate un vero e proprio successo, hanno lasciato dietro di sé una scia di sprechi e infrastrutture tutt’ora inutilizzate.

Il Comitato olimpico, nella persona del suo nuovo presidente Giovanni Malagò, sembra non aver accettato il “No” della giunta Raggi, così come tutti gli atleti italiani di ritorno da Rio: i risultati positivi dei campioni azzurri – 28 medaglie in totale – facevano già sognare i possibili exploit di un’Olimpiade in casa.

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Il “No” decretato dal Consiglio comunale, e soprattutto le motivazioni fornite in merito, non sono state apprezzate da chi stava curando l’organizzazione di Roma 2024 che, tramite il sito internet della candidatura italiana, risponde pungente alle accuse mosse dai partigiani del “No”. Si parte dalla questione più delicata, quella economica: se per i contrari alla manifestazione chi si deve fare carico delle spese è il Comune di Roma, per i responsabili dell’organizzazione di Roma 2024, lo stesso Comune non dovrebbe invece pagare nulla, poiché le spese sarebbero a carico del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) e dello Stato. È in questo modo che i pro-olimpiadi smontano quella che è la principale motivazione per il “No”. Allo stesso modo, gli organizzatori di Roma 2024 rispondono ad altre problematiche “sbandierate” dai partigiani del “No”, come quelle delle infrastrutture, del pericolo corruzione, del debito e tante altre…

Insomma, ad oggi il futuro della candidatura sembra segnato, ma è giusto ricordare che questa Olimpiade è voluta da molte personalità italiane e buona parte della popolazione sembra non essere contraria alla celebrazione.  Un ennesimo colpo di scena, dunque, non può essere escluso.

In tutta questa incertezza, comunque, Milano sembra già essere pronta a candidarsi al posto della Capitale.

Natacha DA ROCHA

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